Vita felice del giovane Esteban, di Santiago Gamboa
E’ un bel romanzo corale, questo di Santiago Gamboa. Uno scrittore colombiano, che vive a Parigi da anni, ripercorre tutta la sua vita: l’infanzia a Medellin, poi Bogotà, fino al grande balzo verso l’Europa.
Tanti personaggi marginali delineati con cura, tante storie affascinanti. Come quella del sacerdote spagnolo che abbandona la tonaca per amore; come quella del rivoluzionario argentino che si finge alcolizzato in una torrida Madrid; come quella dell’esule haitiano che fa il bibliotecario e aspetta una svolta.
Una Colombia raccontata senza esotismi. Tante vite, una prosa leggera. Ma Vita felice del giovane Esteban è soprattutto uno sguardo puro e antiretorico sul proprio passato. Verso la fine la storia accelera un po’ troppo, e forse si sfilaccia eccessivamente; resta una lettura godibilissima. Tra Medina Reyes e Gamboa, la letteratura colombiana ha dimostrato di aver imparato e trasformato la lezione di Garcia Marquez.
La traduzione è di Pino Cacucci: qualità assicurata. Edito da Guanda, costa 15 euro, ma spesso mi è capitato d’intravederlo su qualche bancarella.

(Nella foto Santiago Gamboa: inquietante la sua somiglianza con Luis Sepulveda)
Oddio è vero, sono identici!