Micronarrativa


La forza della micronarrativa

For sale: baby shoes, never worn (Vendesi: scarpe da bambino, mai indossate)

La tradizione vuole che questo sia il racconto più breve mai scritto. Ernest Hemingway probabilmente l’aveva messo giù per scherzo, al tavolino di qualche bar, tra Parigi e L’Avana.

Sul web nessuno ha voglia e tempo di leggere contenuti troppo complessi. L’occhio viaggia sulla pagina come uno scanner, cercando di cogliere al volo ciò che gli interessa.

Si passa da un sito a un altro, nel giro di pochi secondi. L’attenzione è limitata. Ma questa è una grossa opportunità e una sfida affascinante per chi ama la narrativa breve: creare storie di poche pagine (anche una sola cartella), qualche migliaio di battute. Acchiappare l’attenzione di chi è capitato sulla nostra pagina web.

Molti siti aziendali potrebbero far leva sulla forza magnetica che è intrinseca a ogni buon racconto, per differenziarsi dalla maggior parte dei siti analoghi e sfruttare la capacità evocativa delle parole.

Piccole storie, scritte con precisione e con una prosa tersa. La parola Micronarrativa, per come la intendo io, vuol dire unire la voglia di raccontare delle storie e le caratteristiche specifiche della lettura sullo schermo, profondamente diversa da quella su carta.

La forza delle storie è spiegata con chiarezza da Luisa Carrada: “Nell’era dell’esplosione delle tecnologie e della massima abbondanza di informazioni, che ci seguono ormai ovunque, riemerge con tutta la sua forza la forma di comunicazione più antica che gli uomini conoscono: il racconto. Quella che ha permesso ai nostri antenati di dominare le paure e dare un senso al mondo, e la stessa che permette ancora oggi ai bambini di crescere affrontando le difficoltà una per una, come gli eroi delle fiabe […] Nessun’altra forma di comunicazione ha la forza e i vantaggi di una buona storia: vera, umana, breve, interessante, emozionante, facile da esporre e soprattutto da ricordare”.


3 commenti sino a questo momento
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Commento di il matto 16 Gennaio 2009 @ 11:42

E’ vero che un passaggio lungo rischia di provocare l’immediata chiusura della pagina web da parte di un lettore, ma è anche vero che quello non è un lettore. Io sto leggendo Anna Karénina; che faccio, prendo un riassunto di 5 pagine e mi leggo quello?


Commento di micronarrativa.com 16 Gennaio 2009 @ 11:58

Già, hai senz’altro ragione. Io penso solo che la narrativa breve potrebbe sfruttare in maniera più efficace il web, perchè la sua fruizione così immediata si adatta perfettamente con il tempo d’ attenzione che un lettore dedica a una pagina sullo schermo di un computer.

I bei romanzi resteranno sempre solo su carta, e grazie al cielo. Per leggere un libro di 200 pagine sono necessarie come minimo un po’ di ore. Un racconto sul web lo puoi “vivere” in 2 minuti. Penso che siano due modi diversi e complementari di avvicinarsi alla lettura.

Sicuramente leggere un romanzo arricchisce di più, appassiona di più; ma la freschezza di un semplice racconto può avere un suo perchè, forse più sul web che sulla carta stampata, al giorno d’oggi. Parere personale, ovviamente.

Comunque grazie per il commento!


Pingback di » Micronarrativa metropolitana Micronarrativa 17 Gennaio 2009 @ 15:29

[…] le storie sono efficaci? Perchè sono semplici, dirette e soprattutto evocative. Siamo portati a credere che la […]




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