Archiviato in: ritratti
Jacques, corrispondente di guerra che negli anni ‘80 si è fatto tutta l’Africa, non vuole mollare; oggi è in Somalia, domani non lo sa.
Lin abita a Shangai in un palazzo di 800 appartamenti. Non è un grattacielo da copertina; è solo cemento a vista, grigio, voglia di andar via.
Torna a casa in bici dopo una cena tra amici e pedalando tra le vie deserte di Madrid assiste a un regolamento di conti tra pusher nigeriani.
Felipe, ingegnere petrolifero di Rio, non si abituerà mai al silenzio dei fiordi e alle spiagge deserte della Norvegia. Però ci sta bene.
Massimo, turista a San Paolo, Brasile, ha una paura infinita di tutti quelli che incrocia per strada. Il prossimo viaggio lo farà in Islanda.
Emilio, poliziotto in pensione, guarda le luci che si accendono disordinate, petardi difettosi nell’ennesimo tramonto infuocato su Bogotà.
A 35 anni ha firmato il primo contratto a tempo indeterminato. Non sa se festeggiare. Una birra ghiacciata se la concede, mentre fuori piove.
In sere così (cielo blu scuro, nuvole arancioni, vento gelido dal mare) Joao è così felice che se la mangerebbe in un boccone, Lisbona

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