Micronarrativa


La febbre suina

Antonio ha novantaquattro anni e ascolta alla radio, come ogni mattina, le news piene di ansia e paura sulla febbre suina, e un po’ gli viene da ridere. Ogni anno negli Stati Uniti l’influenza, la comune influenza, uccide 36.000 persone. Trenta-Sei-Mila. E’ un medico in pensione, Antonio, ha passato la vita a studiare virus, epidemie, girando tra Asia e soprattutto Africa. Ha avuto una vita avventurosa. Non stanno esagerando un po’, tutti quanti, con le edizioni speciali del telegiornale? Pensa alla Sars, e alla fobia diffusa che si diffuse verso chiunque avesse gli occhi a mandorla. E poi l’aviaria, con i polli infetti che avrebbero dovuto causare 200.000 morti. Lui ne ha viste tante, in novantaquattro anni. La febbre suina non gli interessa. E’ arrivato alla conclusione che ai giornalisti piace tanto, ma davvero tanto, riempirsi la bocca con la parola “pandemia”. E’ molto cinematografica, d’effetto. Ma non sanno nemmeno che cosa significa. L’influenza spagnola, quella che tra il 1918 e il 1919 uccise 50 milioni di persone, tra cui suo papà e sua mamma, quella sì che fu una pandemia. Morirono quando lui aveva appena due anni. Antonio sorseggia il suo caffè e pensa, pensa alla sua Africa lontana.